Shanghai Magic Bus – Intervista all’autore Francisco Emanuel Prieto

 di Silvia D’Egidio

Si parte per innumerevoli ragioni: per necessità, per lavoro per puro piacere. Hugo Pratt ha scritto, forse su un taccuino di viaggio, che “in ognuno di noi c’è l’inquietudine della fuga, l’intolleranza dello spazio chiuso, del consueto; in ognuno di noi l’esploratore cerca di sopraffare il cittadino per portarlo in strada, via!”. Questa citazione mi ha fatto pensare a Francisco Emanuel Prieto, giovane scrittore italo argentino e al suo primo libro Shangai Magic Bus (Amazon, 9.99€), un racconto curioso e divertente dell’esploratore Francisco Emanuel Prieto, e di quella volta che, zaino in spalla e laurea alla mano, ha sopraffatto il cittadino ed è salito su un boeing 747 alla volta di Shanghai.      Com’è andata? Lo abbiamo chiesto all’autore.

Dall’Argentina alla Cina il passo è breve, anzi, brevissimo, ma cosa ci fa un latinoamericano nel paese del dragone?

Sai cosa si dice in Argentina? “Che se fai un buco a terra ti ritrovi in Cina”. Mi è stato detto una volta e a quanto pare è vero. In realtà tutto nasce da mio padre, questo viaggio è in qualche modo il proseguimento del suo. Lui è partito per raggiungere una terra che non conosceva ma che lo stava chiamando, la terra dei suoi genitori, l’Abruzzo. Decise così di lasciare l’Argentina per conoscere quell’Italia che gli era rimasta dentro. Io, in fondo, ho solo continuato il suo viaggio scegliendo un posto che in qualche modo sentivo mio, del quale conoscevo (o almeno pensavo di conoscere) la lingua.

Una scelta piuttosto netta                                                                                                         

Si, decisamente. Desideravo compiere questo viaggio e al tempo stesso avevo bisogno di dare una sterzata alla mia esistenza. Avevo finito l’università e quello che mi si presentava davanti era un bivio: vado o resto? Alla fine ho deciso di andare.

In quale momento questo infinito bellissimo – andare – è divenuto scrittura? L’idea del libro era qualcosa che sapevi avresti fatto o e stata un’altra “sterzata” improvvisa?                                             

L’idea del libro è arrivata senz’altro dopo questa “drastica” scelta. Ero già nella metropoli cinese quando mi è capitata tra le mani un’intervista di Federico Buffa, ex commentatore nba, un grande oratore. Non saprei dire esattamente come e perchè ma in quel momento ho trovato l’ispirazione per raccontare il mio viaggio. Così ho iniziato a scrivere più o meno ogni giorno, o meglio ogni notte, al termine delle giornate passate in giro per la città. Solo successivamente, una volta tornato in Italia, ho deciso di raccogliere il materiale che avevo scritto e farne un libro.

Libro che ha come titolo uno dei capitoli più belli, “Shanghai Magic Bus” appunto

A dirla tutta la scelta di questo titolo è giunta solo a pochi mesi dalla pubblicazione. Inizialmente doveva essere Shanghai Express, ma non mi convinceva fino in fondo. Era bello, era internazionale, ma era troppo mainstream. Alla fine ho pensato, forse la cosa più ovvia ma in effetti la più giusta, ovvero che dovesse portare il nome del capitolo più significativo del libro.

Mainstream o no si sarebbe sposato perfettamente con la copertina.                 

Decisamente. Mia moglie aveva comprato una moka per sua zia e doveva spedirla in Cina. Per spiegarle il funzionamento della macchina decise di fare un disegno con ai margini delle semplici istruzioni che ne descrivessero l’utilizzo. Trovai subito la cosa geniale e decisi che dovesse essere quella la copertina del libro. Mi piaceva che il volto del libro fosse un simbolo dell’italianità, ovvero l’altro volto delle mie origini.

Il tuo viaggio di cosa si è nutrito?                                                                                                 

Di storie quanto di racconti, di commenti detti per caso in un bar, di odori, di architetture. Capitava che la mattina prendessi un autobus e poi mi perdessi, per il gusto di farlo, per girovagare in un luogo nuovo scoprire nuove linee, nuovi volti, nuovi suoni.

Forse in qualche modo il Magic Bus ti ha portato da un posto all’altro, esattamente come quel “buco” che, attraversato, ti ha fatto passare dall’Argentina alla Cina.     

Si, a vederla bene, è andata proprio così!

 

Per acquistare il libro: https://www.amazon.it/SHANGHAI-MAGIC-Francisco-Emanuel-Prieto/dp/1973212137

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