ROMA/Golpe Capitale di Francesco Cordio

di Silvia D’Egidio

Secondo Henri Cartier-Bresson fotografare vorrebbe dire porre “sulla stessa linea di mira la mente, gli occhi e il cuore””. Immediatamente penso che il regista Francesco Cordio abbia la stessa formidabile attitudine, lo stesso supremo colpo d’occhio che gli consente di cogliere in un istante la verità che sta dentro le cose. Dono straordinario, concesso a pochi. Era già chiaro con  i documentari LocalEuropa e L’altra faccia della medaglia, solo per citarne due, e troviamo conferma con il suo ultimo lavoro Golpe Capitale.

Il documentario, prodotto nel 2017 da Own Air srl, racconta le vicende legate all’ex sindaco di Roma, Ignazio Marino, che il 30 ottobre del 2015 fu costretto a dare le dimissioni dai consiglieri del suo stesso partito. Non un voto di sfiducia. Non una motivazione reale sulla decisione. Solo silenzio, quello denso e pesante che precede la tempesta.

Con la maestria di chi è in grado di ritrarre con esattezza i contorni delle cose e allo stesso tempo la loro sostanza, Francesco Cordio ripercorre la storia del sindaco che “fece il gran rifiuto”, facendo luce su un capitolo oscuro della storia della nostra capitale e sull’uomo che ha tentato di scardinare i meccanismi di un mondo distopico in cui la corruzione è l’unica valuta accettabile.

Un racconto corale, nel quale intervengono la giornalista Federica Angeli, il magistrato Gian Carlo Caselli, l’ex capo gabinetto Roberto Tricarico, l’architetto Giovanni Caudo, ex assessore all’urbanistica della Giunta, tra gli altri. Tutte voci/testimoni di quella guerra senza ragioni che è stata mossa contro Ignazio Marino e prima ancora contro il suo ideale: quello di un mondo politico senza menzogne nè compromessi, disposto a lottare non per difendere le sue particolari libertà, un mondo che esige il bene della collettività e non dei singoli.  

Non solo giornalisti e magistrati, anche artisti di fama internazionale hanno contribuito ad arricchire questo dialogo come Willian Kentridge, autore dell’opera Thriumps and Laments sull’argine del fiume Tevere, nonché dell’immagine della locandina. Per la colonna sonora hanno contribuito la casa editrice e discografica Flipper Music e le Nuove Tribù Zulu, con una speciale versione della storica canzone Bella Ciao.

Trailer: https://www.youtube.com/watch?v=UCI2codUq8U

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