The nice guys

di Silvia D’Egidio

Los Angeles 1977. Amelia Kutner (Margaret Qualley), giovane pornostar è inseguita da criminali che vorrebbero farla fuori dopo aver ucciso il suo fidanzato e la sua amica e collega Misty Mountains. Decide così di scappare facendo perdere sue notizie. Inconsapevoli di essere sulle tracce della medesima pista, si scontrano ed incontrano Jackson Healy (Russell Crowe), a cui è affidato il caso della giovane donna scomparsa, e Holland March (Ryan Gosling) che invece indaga sulla morte della pornostar. Accompagnati dall’intraprendente figlia di March, Holly (Angourie Rice), i due improbabili detective, a suon di pugni e pallottole, si ritroveranno presto coinvolti in una storia dai contorni poco chiari, un mistero che non è poi così misterioso in una città fumosa e corrotta.

Nulla in questa Los Angeles degli anni settanta è davvero quello che sembra, e Shane Black che il cinema d’azione c’è l’ha nel sangue, lo sa bene. Lo sceneggiatore più ricco d’America torna dietro la macchina da presa per girare un film divertente e strampalato, The nice guys, nelle sale da mercoledì 1 giugno.

Le dinamiche nei suoi film sono più o meno sempre le stesse: una coppia improbabile di detective, un’indagine alquanto rocambolesca e un incalcolabile numero di imprevisti ad ostacolare la folle corsa verso la verità. Eppure Black riesce a divertire, emozionare e far rimanere con il fiato sospeso.

Per non parlare dell’incredibile intuito nella scelta degli attori: da Mel Gibson e Denny Glover, inossidabile coppia della serie Arma Letale, il film che lo ha lanciato nel firmamento di Hollywood di cui ha curato la sceneggiatura, a Russell Crowe e Ryan Gosling protagonisti di questo nuovo, piccolo capolavoro del genere.

Tanto eroico, alcolizzato e violento il primo quanto maldestro, evanescente ed indistruttibile il secondo. Si spalleggiano, litigano, sgomitano per accorgersi alla fine di non poter fare a meno l’uno dell’altro. Proprio come accade a tutti gli eroi insoliti, a tratti improbabili, ma sempre genuini a cui il cinema di Black ci ha abituati.

Due i limiti oggettivi che rallentano la narrazione: la sceneggiatura, che a tratti si fa prolissa e prevedibile, e la durata, eccessiva per un film dai toni leggeri. Nulla che non si possa perdonare ad un regista/sceneggiatore che ha ridefinito i canoni del film d’azione e che, da oltre vent’anni, ci fa divertire con le avventure delle sue strane coppie.

The nice guys è un film spregiudicato e surreale, che porta il ritmo delle musiche dei Bee Gees, ambientato in una Los Angeles colorata e allucinante, che ricorda moltissimo i romanzi di Raymond Chandler, nel quale a vincere è il bene, anche se non in maniera del tutto ortodossa.

Pubblicato sul quotidiano della provincia di Teramo, La Città, il 05/06/2016

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