Le confessioni

di Silvia D’Egidio

Otto ministri dell’economia mondiale, un monaco, una scrittrice ed un musicista, tutti insieme appassionatamente in un resort tedesco in occasione del Summit per il futuro del mondo. Cosa possono avere a che fare figure tanto divere tra loro in un contesto così importante? Ce lo racconta Roberto Andò con Le Confessioni, il suo nuovo lavoro, nelle sale da giovedì 21 aprile.

Daniel Roché (Daniel Auteuil), direttore del fondo monetario internazionale, ospita nel resort nel quale si terrà il G8, il monaco Roberto Salus (Toni Servillo), la scrittrice di libri per bambini Claire Seth (Connie Nielsen) e una rock star (Moritz Bleibtreu). Tutto sta per avere inizio quando il direttore Roché viene ritrovato morto nella sua stanza dopo essersi confessato con il monaco. Si tratta di omicidio o di suicidio? Come si dovrà comunicare la notizia al mondo? Ma soprattutto, si potranno attuare le decisioni prese prima della morte di Roché?

Spaesati e perduti, gli otto grandi si agirano in uno spazio asettico, e lì sono chiamati a confrontarsi con il proprio ruolo, con i propri limiti, con la propria pochezza. Acceleratore di questo processo e il monaco Roberto Salus, che fa da specchio nel quale si riflettono le debolezze ai ministri. Lui, che ha scelto di affidare la propria vita al silenzio e che non crede di essere padrone neppure della sua stessa esistenza, entra a far parte di un mondo che vive di proclami e parole strillate e che fonda il proprio impero sul concetto di proprietà.

Le stanze del resort sono la ricostruzione in piccola scala il contesto economico del mondo occidentale, a capo del quale si trovano politici fasulli ed opportunisti, incapaci di risolversi, proprio loro a cui sono affidate le sorti del mondo.

Con un narrazione intelligente e suggestiva, Roberto Andò torna a parlare di politica a distanza di tre anni dal suo ultimo film (Viva la libertà, 2013). Se nel precedente lavoro guardavamo da vicino le vicende politiche qui il punto di vista si fa più ampio e arriva a comprendere le dinamiche economiche mondiali. I ministri della finanza si aggirano come divinità superiori, in uno spazio asettico e immateriale, quasi un non luogo, rappresentazione di un mondo indolente e apatico persino nella crisi. A queste figure marmoree si affiancano i tre ospiti, la scrittrice il musicista e il monaco, espressione dell’arte e della religione, aspetti sistematicamente ignorati dal potere. Allo spazio etereo fa da contrappunto il tempo, dilatato e sospeso, che se è denaro per Roché è una “variabile dell’anima” per il monaco Roberto.

Andò mette in atto un gioco tra quello che è possibile vedere e quello che invece si deve scoprire, un giallo che richiama alla memoria Il nome della rosa di Umberto Eco e ricalca in alcuni casi, il gusto estetico di Paolo Sorrentino, ma che ha il pregio di non essere mai cronaca spicciola e retorica della politica attuale.

Eccezionale anche in questa occasione Toni Servillo, nei panni del monaco Roberto Salus, sottile ed enigmatico, a cui si affianca un bravissimo Pierfrancesco Favino, il ministro italiano granitico e fragile allo stesso tempo, le cui interpretazioni mai spontanee fanno di ogni dichiarazione, di ogni frase, una confessione: in altre parole una presa di coscienza che non ha soluzione.

Pubblicato sul quotidiano La Città della provincia di Teramo il 23/04/2016

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...