Ave Cesare!

di Silvia D’Egidio

Ormai è noto, tutto quello che i fratelli Coen toccano diventa oro. Anche quando fanno cinema con il cinema, confezionando un film che è un omaggio irriverente e geniale (ma anche molto intelligente) alla Hollywood degli anni ‘50. Questi re mida della cinematografia non si fermano davanti a nulla e riescono ancora una volta a stupirci, farci ridere e lasciarci alla fine della proiezione con una domanda (la solita): ‘ma come fanno tutte le volte?’

Dopo tre anni di silenzio, sospesi solo da due sceneggiature (Unbroken e Il ponte delle spie), i fratelli Coen tornano in sala con il diciassettesimo capitolo della loro filmografia: Ave, Cesare!

La storia si svolge tutta in un giorno e racconta le vicende di Eddie Mannix (Josh Brolin) produttore di uno studio cinematografico, la Capitol Pictures, attorno al quale si avvicendano una serie di episodi rocamboleschi. Mannix deve infatti tenere a bada i capricci e le stranezze del regista Laurence Laurentz (Ralph Fiennes), della super star Burt Gurney (Channin Tatum), consolare la diva degli spettacoli acquatici DeeAnna Moran ed in fine, ritrovare Baird Whitlock (George Clooney), l’attore preferito rapito da una gruppo di comunisti, che pretende per il suo rilascio una lauta ricompensa.

Tra divi isterici e marinai che danzano nei bar, sirene capricciose e cow boy acrobatici, il film si fa parodia di un mondo sul “viale del tramonto”, che per anni ha dettato i canoni del cinema di Hollywood. Con quella capacità di rendere soavi (e terribilmente divertenti) le situazioni più drammatiche e di saper raccontare, con inesprimibile leggerezza, temi difficili, i Coen ironizzano sul sulla politica degli studios durante gli anni’50, che sacrifica la qualità per i propri interessi economici.

Ad un cast stellare corrisponde una fotografia altrettanto strabiliante, affidata all’abile sguardo di Roger Deakins che dipinge un mondo scintillante e colorato venandolo qua e là di (humor) nero.

Trent’anni di carriera strabiliante, durante i quali hanno attraversato quasi tutti i temi e i generi, ridefinendo non solo l’immaginario cinematografico collettivo, i Coen ci regalano un film straordinariamente bello e si riconfermano, ancora una volta, un momento imprescindibile della storia del cinema.

Pubblicato sul quotidiano La Città della provincia di Teramo il 12 marzo 2016

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