METTI UNA SERA A…MONTEPAGANO JAZZ FESTIVAL – INTERVISTA A RICCARDO MAGGITTI

di Silvia D’Egidio

Metti una sera un gruppo d’amici, una buona (anzi ottima) idea, tanto ma tanto entusiasmo, ed è fatta! È così che nasce un Festival: è così che è nato il Montepagano Jazz Festival.

Gli amici in questione sono Emiliano Simula, titolare del bar Bere Bene, Riccardo Maggitti, sassofonista e i ragazzi dell’associazione Veni Vidi Vini che, gettate le basi del progetto, hanno iniziato a dedicarsi, anima e cuore, all’organizzazione del “Montepagano Jazz” Festival.

La kermesse musicale, iniziata lunedì 28 luglio, si svolgerà nel meraviglioso centro storico di Montepagano e proseguirà tutti i lunedì del mese di agosto a partire dalle 21.30. L’idea è quella di proporre un repertorio musicale vario (si passera dal Free Jazz al Nu Jazz, dal Cool Jazz al Ragtime, dal Be Bop al Jazz sinfonico) coinvolgendo anche altre forme d’espressione come la pittura e la fotografia: si avrà così l’opportunità di conoscere generi musicali e linguaggi visivi suggestivi e ricercati. Immaginare, in questi tempi bui, dei ragazzi che si dedicano con tanta energia ad un progetto così ambizioso, è difficile e bellissimo al tempo stesso. È grazie all’incontro con Riccardo Maggitti, il direttore artistico del Festival, che immaginare l’impresa diventa meno difficile, il suo entusiasmo è contagioso e difronte a questo ogni dubbio si dissolve

Com’è nata l’idea del Montepagano Jazz Festival?

“L’idea del MPJ è nata una sera, eravamo tutti al bar Bere Bene ed Emiliano (Emiliano Simula, titolare del locale) ha proposto di organizzare un evento a me e a tutto il gruppo di amici, che da sempre ‘fa il tifo’ per Montepagano. Ognuno, secondo le proprie capacità, avrebbe potuto contribuire e rendere l’idea qualcosa di concreto”

Ma come si fa a tirar su un Festival da zero? È stato difficile?

“Sì. Non è mai semplice mettere in piedi un evento, soprattutto quando si ha a che fare con l’amministrazione, i permessi, le autorizzazioni, cavilli burocratici. Ma la più grande sorpresa è stata vedere la collaborazione di tutto il paese: tutti hanno messo a disposizione qualcosa, chi in termini di tempo, chi in termini materiali. E questo è già una grandissima vittoria per noi.

Qual è il vostro obiettivo, se di obiettivi possiamo parlare?

“Per quanto il nome possa trarre in inganno, il Montepagano Jazz non è solo un Festival musicale. L’intento è quello di proporre un evento nel quale possano incontrarsi diverse espressioni artistiche. Per questo abbiamo pensato di arricchire il percorso sonoro con elementi visivi, allestendo una mostra fotografica e una mostra di pittura.”

Cosa ti aspetti da questo Festival?

“Mi aspetto che questa piccola manifestazione possa ‘sbloccare il sistema’. Mi aspetto anche che si possa riscoprire Montepagano, un borgo meraviglioso, attraverso la cosa più bella e profonda che c’è: la musica!”

Propositi per l’anno prossimo?

“I propositi per l’anno prossimo non mancano. Si spera di poter riproporre l’evento curando ancora di più i dettagli e magari, chissà, coinvolgendo altri artisti del panorama italiani.”

Pubblicato su megazinedonna.it il 31 luglio 2014: http://www.magazinedonna.it/intervista-a-riccardo-maggitti/14871

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