GASP! – QUANDO LA NATURA GENERA ARCHITETTURA

di Silvia D’Egidio

Qualche giorno fa mi sono ritrovata per le mani un vecchio fumetto e nella quasi totalità delle pagine campeggiava la parola GASP!. Incuriosita, sono andata alla ricerca del significato preciso del termine e ho scoperto che GASP! significa in inglese ‘ansimare’, quindi per estensione è divenuto il suono onomatopeico che indica stupore, meraviglia, sbalordimento, il restare senza fiato insomma. Curioso però che sia anche l’acronimo di uno dei progetti architettonici più belli e stupefacenti degli ultimi anni.

GASP! sta infatti per Glenorchy Art & Sculpture Park, struttura ideata dallo studio Room11 alle prese per la prima volta con l’architettura pubblica. Il progetto risponde ad un’esigenza reale, quella di unire due lembi di spiaggia nella baia di Elwic, in Tasmania. Punto di partenza è “una visione nostalgica del luogo” come spiega Thomas Bailey, architetto fondatore di Room 11, “creando e abbracciando gli ‘spazi interstiziali’ con gusto”.

È con assoluta eleganza che la struttura prende forma, attraverso linee rette che si allungano, s’intersecano, si confondono fino a scomparire nel paesaggio, richiamando inevitabilmente alla memoria quelli astratti dei quadri di Mondrian.

Bailey e i suoi architetti hanno progettato una passerella in legno colorato, un percorso che si poggia sulle acque morbide del fiume Derwent, una camminata che ricostruisce una parte del litorale della baia e che collega la scuola, il centro del canottaggio, il parco giochi precedentemente isolati. Ma la meraviglia non finisce qui, il programma di lavoro prevede anche il recupero di una piattaforma industriale abbandonata che sarà adibita a cortile.

Il progetto è valso allo studio Room 11 il premio Urban Design 2013, con il quale L’Australian Institute of Architects ha voluto premiare Bailey e la sua equipe “per aver saputo capire il paesaggio e la scala d’intervento. Il nuovo parco porta una nuova prospettiva su questa parte della città, collegandola in senso più ampio al tessuto urbano (ad esempio attraverso una pista ciclabile), ma anche definendola come una destinazione a sé stante, togliendola dall’oblio e dall’abbandono in cui giaceva”

Queste “forme basilari di bellezza” circondate dalle armoniche rotondità della natura con cui si identificano fanno di Glenorchy Art & Sculpture Park una magnifica opera d’arte.

È  proprio il caso di dire: GASP!

Pubblicato su megazinedonna.it il 6 maggio 2014: http://www.magazinedonna.it/gasp-quando-la-natura-genera-larchitettura/14758

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